Nota introduttiva a Realtà aperta (2017-in corso)

La mia personale pratica fotografica indaga la relazione tra coscienza e spazio attraverso l’osservazione diretta e imparziale della semplice realtà. Più che descrivere il mondo o tentare di interpretarlo, l’obiettivo è individuare il proprio centro interiore nelle forme effimere del visibile.

L’equivalenza di interno ed esterno (l’atto di riconoscere se stessi nel mondo) trascende le semplificazioni equivoche della ragione analitica e ci orienta verso una “realtà aperta” che è incantata, imponderabile, indeterminata.

Nella serie Realtà aperta (2017-in corso) la presenza di portali, finestre, recinzioni allude al mistero di un limite che è anche assenza di limite, di una chiusura che è anche apertura. Il singolo fotogramma è in sé una soglia che chiede di essere oltrepassata. La luce illumina gli oggetti, ma nel contempo emana dagli oggetti stessi.


(Giugno 2020)